Un Bardolino al tramonto dal sapore un po’ jazz

Era un pomeriggio di fine estate, eravamo di ritorno da una gita sul lago di Garda. Quasi al tramonto, decidiamo di non prendere l’autostrada, ma di percorrere la strada del Bardolino, alla scoperta delle colline e dei panorami che la natura del luogo offre, ma soprattutto alla ricerca di un locale caratteristico dove cenare. Ed è così che imbocchiamo uno dei percorsi più caratteristici e suggestivi che il territorio veneto vanta, fino a giungere ad un piccolo e nascosto agriturismo proprio tra le colline.

La zona prende il nome dall’incantevole villaggio di Bardolino, da cui prende il nome anche il vino, prodotto essenzialmente con le stesse varietà di uva della Valpolicella (corvina, molinara e rondinella), e dalla quale dista pochi chilometri. Tuttavia, la tipologia del terreno, l’esposizione delle colline moreniche della sponda est del Garda, e soprattutto la notevole influenza che il lago ha sul territorio, rendono il Bardolino molto diverso dal Valpolicella.

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Il suo sapore è asciutto e leggermente amarognolo, sottile, talvolta leggermente frizzante. Il Bardolino è prodotto in 5 varianti diverse: quello classico, il Novello, il Superiore, il Chiaretto e il Chiaretto Spumante; di queste solo le prime tre sono vinificazioni rosse. Negli anni ’60, il grande Luigi Veronelli lo definisce un vino “simpatico”, dal colore “rosso rubino trasparente e gioioso, brillante, dotato di una sottile sapidità”. La viticoltura nella regione ha origini antichissime, secondo le fonti, i primi insediamenti palafitticoli risalgono al 3.500 a.C. Il riconoscimento D.O.C. arriva nel 1968, e oggi i comuni compresi nel riconoscimento dell’area sono circa una quindicina.

Grazie al suo sapore fresco e fruttato, questo vino risulta molto versatile a tavola. Gli accostamenti possibili sono davvero numerosi, a partire dai primi piatti (tortellini, ravioli, lasagne e risotti), fino ai secondi (carni arrostite, alla griglia e bolliti). Scelto da numerosi uomini della storia in occasioni importanti, raccomandato dal presidente Hollande durante la sua visita ad Expo 2015, il Bardolino si è anche aggiudicato un’inedita dedica musicale: un vero e proprio brano in stile jazz composto in suo onore che porta lo stesso nome.

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Statistiche alla mano, si tratta di un vino apprezzatissimo all’estero; si stima infatti che circa il 70% della quantità di vino totale prodotta venga esportato! I Paesi più affezionati a questa DOC sono Germania, Francia, Inghilterra, Canada, Belgio, Danimarca, Stati Uniti e Giappone. Solo il 30% del Bardolino dunque rimane in Italia, ed è quasi tutto commercializzato nelle zone dell’Italia settentrionale, soprattutto quelle limitrofe al lago di Garda. Per nostra fortuna, l’agriturismo dove sostiamo ne conserva diversi litri, e possiamo scegliere, su consiglio del proprietario, quale accostare alla nostra cena a base di formaggi e affettati (abbinamento che vi consiglio assolutamente!).

I dati più recenti dichiarano che la produzione del Bardolino interessa attualmente una superficie di circa 27.000 ettari, con più di 900 viticoltori, e oltre 120 cantine locali. La produzione media annuale è di circa 350.000 quintali d’uva, che garantiscono d’imbottigliare 240.000 ettolitri. Punta di diamante della regione veneta, il Bardolino è sicuramente un vino da sorseggiare in compagnia, per rilassarsi, specialmente se di fronte a un tramonto!

Di Giulia Mazzella

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