RIO Rocca, un DOC sostenibile e rispettoso dell’ambiente

Nel fine settimana appena concluso si è tenuto il LIVE WINE 2016, Salone Internazionale del vino artigianale, occasione ogni anno per scoprire nuovi prodotti. Per tre giorni consecutivi centinaia di vignaioli italiani ed europei hanno fatto degustare al grande pubblico e agli esperti del settore i loro prodotti, e da buona amante del vino non potevo certo mancare a questo appuntamento! La caratteristica distintiva di questo Salone è che la maggior parte degli espositori sono realtà aziendali di piccole dimensioni, spesso a conduzione familiare, che fanno leva su una produzione limitata e una cura attentissima della qualità del prodotto, il tutto nella massima salvaguardia del territorio.

Se non siamo disposti a vivere nella spazzatura, perché dovremmo accontentarci di bere vino spazzatura? Con questa provocazione vi introduco il vino che ho scelto di raccontare questa settimana: il RIO Rocca. Ci troviamo nell’azienda a produzione biologica “Il Farneto”, nella zona più antica dell’area DOC dei Colli di Scandiano e Canossa, alle pendici degli appennini reggiani.

E’ qui che vengono prodotti sei tipi diversi di RIO ROCCA: Lambrusco, Sauvignon, Bèrzmein, Brut Nature, Cabèrzmein e Spergle. L’azienda nasce negli anni ’90 dall’idea del fondatore di sviluppare un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. La proprietà si estende su una superficie di circa 34 ettari, di cui solo 8 sono coltivati a vigneto. Le caratteristiche geomorfologiche del terreno si adattano perfettamente alla tecnica di coltivazione biodinamica consentendo così di ottenere un’ottima uva. Il raggiungimento di un vino di qualità, riducendo al minimo gli interventi in vinificazione, è la conseguenza naturale della filosofia adottata da questa piccola azienda.

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Di tutti i loro prodotti, personalmente quello che ho preferito è il Cabèrzmein , dal colore rosso rubino e dal sapore pieno e di lunga persistenza. La vendemmia prevista per questo vino è completamente effettuata a mano, come vuole la tradizione. Le uve vengono accuratamente selezionate in base al loro grado di maturazione e successivamente trasferite in vasche di acciaio inox, dove ha inizio la fermentazione spontanea. La macerazione dura 8 giorni e anche la fermentazione è ottenuta in maniera del tutto naturale. L’affinamento dura oltre 14 mesi ed i vitigni utilizzati sono il Marzemino e il Cabernet Sauvignon.

Trascorso questo tempo il vino è pronto per essere imbottigliato e servito in tavola, preferibilmente a 18°. Particolarmente consigliato per essere abbinato a carni grasse, polpette e stufati; dopo averlo stappato lo riconoscerete subito per il suo profumo speziato ed intenso. Ma solamente parlando di persona con il produttore, ed assaggiando questo vino, è possibile comprendere l’importanza e la cura artigianale che fanno di questa azienda una realtà imprenditoriale degna di nota e ammirazione.

“È il vino un sostituto dell’amore? No, l’amore è un sostituto del vino. E un magnifico povero sostituto” – Adattamento da un proverbio Rohan Candappa

Di Giulia Mazzella

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