I tesori della Liguria: Il Pigato

Liguria, luogo dove i monti bagnano i propri piedi nel mare, celebre per i suoi contrasti, le sue forme, ma soprattutto per la sua cucina, dai sapori ricchi e tipici. Dietro alla bellezza dei paesaggi che la rendono una delle principali mete turistiche in Europa e alla morfologia prevalentemente ricoperta da foreste, gli appassionati sono riusciti a coltivare per secoli viti, producendo una discreta varietà di vini.

Col passare del tempo, diverse aziende hanno cercato di instaurare un rapporto con questo territorio apparentemente in contrasto con la produzione del vino. Esattamente dieci anni fa nasce La Ginestraia, azienda agricola produttrice di Pigato, immersa fra il verde degli ulivi e delle vigne, su una piccola collina a ridosso del mare. Questa cantina sfida il territorio con l’obiettivo di capirlo ed interpretarlo, per poi esprimerne la personalità attraverso vini riconoscibili ed eccellenti.

Mauro Leporieri, fondatore e responsabile commerciale, ci racconta che questa azienda nasce dalla passione di 7 amanti del vino che, periodicamente, si ritrovavano agli estremi di una tavola rotonda “del buon vino” immersi nella degustazione di bottiglie (italiane per lo più), confrontando poi il loro giudizio con quello delle principali guide enologiche. Ed è proprio in uno di questi appuntamenti che i commensali si interrogano per la prima volta sul perché in un territorio tanto amato e apprezzato come la Liguria la cultura del vino non fosse altrettanto sviluppata. La Ginestraia oggi produce circa 50.000 bottiglie di vino l’anno su 7 ettari di vigneti ripiantati ciclicamente.

La chiave del successo di questa azienda si fonda proprio sull’interpretazione del territorio in una nuova veste, sfruttando le coltivazioni su terrazzamenti insidiosi, non come un ostacolo, ma come un’opportunità di distinzione. In Liguria infatti, la tradizione del vino era fino a non molto tempo fa tramandata di padre in figlio, ma le produzioni erano prevalentemente legate all’uso domestico e non al commercio. La Ginestraia è riuscita, rispettando il territorio e quindi mantenendo volumi di produzione contenuti, a produrre ed esportare un buon vino: il Pigato. Dal colore giallo paglierino intenso sorprende con eleganti e complessi profumi fruttati.

Mauro Leporieri, responsabile commerciale, lo descrive così:

 “Il Pigato è un vino classico, fresco, realizzato senza passaggi in legno, che si adatta agli aperitivi di pesce ma anche ad accostamenti più avanzati: formaggi e dolci, sconvolgendo la tradizione. La nostra sfida è costare meno di un vino friulano ma essere ugualmente apprezzati, riuscendo a realizzare un buon vino anche in Liguria. Per ora il mercato risponde positivamente, abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti e continuiamo su questa direzione!”

 Il nome del vitigno Pigato con molta probabilità dal termine dialettale “Pigau”, che significa macchiato, in riferimento alle piccole macchie color ruggine che ricoprono la buccia degli acini maturi di questa varietà. Secondo un’altra teoria invece il nome è riconducibile al “Picatum”, vino aromatizzato di epoca Romana. La foglia della pianta di Pigato è pentagonale e di dimensioni medio-grandi. Anche il grappolo stesso è grande e piuttosto compatto. Questa vite è in grado di dar vita a vini bianchi complessi, longevi e di grande eleganza, che ricordano lo stile chablisienne.

 Una storia che spiega come il vino sia espressione della terra e delle persone che per essa lavorano.

Per consultare le schede tecniche dei vini, clicca qui 

Giulia Mazzella

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