Wine tasting | Creuza de Vin: L’arte del Pesto

Una serata alla scoperta di una delle regioni più caratteristiche d’Italia: la Liguria. Una serata alla scoperta di uno dei prodotti più tipici della regione: il pesto. E, dulcis in fundo, una serata alla scoperta dei vini che più caratterizzano la zona, perché il vino non può mai mancare.

Prima di parlare di enogastronomia, bisogna contestualizzare il territorio: quali sono le caratteristiche della regione? La Liguria, nonostante il territorio sia prevalentemente montuoso, si affaccia sul mare; ciò si riflette anche sui vigneti, che sono più piccoli rispetto a quelli tradizionali, in quanto devono essere protetti dal clima caldo e dai forti venti. Anche la composizione del terreno è molto particolare: Genova, infatti, divide la Liguria in due zone distinte, la prima della quale, Ponente, è gessosa, mentre la seconda, Levante, è prevalentemente argillosa.

Dopo una breve introduzione al territorio, nel corso della serata la parola è passata a Roberto Panizza, vero e proprio ambasciatore del cibo ligure e in particolar modo del pesto. Secondo la tradizione il pesto è fatto a mano con un antico mortaio vecchio di 2000 anni, che permette di creare un prodotto unico nel suo genere, per consistenza ed aromi.

La preparazione del pesto è stata accompagnata dal primo dei quattro vini protagonisti della serata: il Riviera Ligure di Ponente Pigato D.O.C., della cantina Cycnus – Poggio dei Gorleri. Prodotto interamente con Pigato 100%, è lasciato fermentare all’interno di serbatoi di acciaio per 8 mesi. Prende così vita un vino dal color giallo paglierino, con riflessi dorati; al naso è possibile percepire un odore caratteristico, delicato e molto piacevole, mentre al gusto si denota un sapore asciutto, soffice e con un retrogusto molto marcato.

Si trovano invece delle caratteristiche differenti nel secondo vino, sempre un Riviera Ligure di Ponente Pigato D.O.C., ma questa volta prodotto dalla cantina Terre Bianche. Nonostante il tipo di vigna e il colore siano perfettamente identici, al naso e al palato si evidenziano differenze marcate. L’odore infatti è forte e persistente, con brevi ricordi di pesca gialla, miele ed erbe aromatiche. Il sapore invece è asciutto, fresco e armonioso, con un retrogusto leggermente amaro.

Inoltrandosi un po’ più all’interno del territorio ligure, più spostati dal mare, è possibile provare un altro tipo di Riviera Ligure di Ponente Pigato D.O.C., prodotto dalla cantina La Ginestraia. Proprio la lontananza dal mare permette di creare un vino che in apparenza è molto simile, ma al gusto e al naso risulta particolarmente diverso dagli altri due. E’ molto forte e persistente l’odore di frutti maturi e di fiori, mentre al palato è possibile sentire un sapore asciutto, fresco e armonioso, accompagnato da un sapore aromatico.

L’ultimo vino della serata è invece un rosso: Rossese di Dolceacqua D.O.C., della cantina Maixei. Prodotto da un unico vigneto, il Rossese di Ventimiglia, questo vion prende molte delle sue caratteristiche dal terreno, composto principalmente da sabbia e argilla. Nasce così un vino dal colore rubino con riflessi viola. Al naso risulta caratteristico, delicato e ben strutturato, mentre al gusto è tiepido, asciutto, ben strutturato e con un retrogusto leggermente amaro.

Grazie alla partecipazione del Bistrot Vianson è stata permessa la degustazione di una saporitissima rosa di diverse focacce. La prima all’assaggio è stata la focaccia di Recco, che deve il nome all’omonimo paese, caratterizzata dalla presenza di formaggio, si dimostra audace ed equilibrata, perfetta in abbinamento ai vini proposti . La seconda proposta è stata la farinata, famosa regina delle torte salate genovesi, molto bassa, preparata con la farina di ceci, si è dimostrata l’occasione perfetta per gustare la tipicità ligure in cucina. Infine, a chiusura della degustazione, vediamo una tipica focaccia classica, perfetta in accompagnamento al pesto preparato in loco dallo Chef Panizza.

Una serata all’insegna della tradizione, dell’importanza di una storia che così meravigliosamente sfiora gli antichi sapori italiani, forti nel gusto, persistenti all’olfatto. Una grande riscoperta dei valori delle nostre terre, una bellissima liaison tra vino e gastronomia, che perfettamente si fondono ricordandoci le nostre origini.

Michele Frigerio

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