Io, che il Bordeaux era solo un Rosso più scuro

Come si partecipa alla Left Bank Bordeaux Cup

Bianco, frizzante e buono. Fino ai 19 anni per me il vino era questo, d’altronde se nasci a Valdobbiadene difficilmente in casa ti troverai un Bordeaux della Rive Gauche. Poi arrivi a Milano, vai a fare la spesa e il vino di casa non lo trovi. La selezione di vini si amplia, cerchi di capire cosa comprare, ti informi, leggi libri, entri in B.wine, inizi a studiare, scrivi una tesi sul vino e arrivi in finale alla Bordeaux Cup. Volevo solo comprare una bottiglia al supermercato.

Quando abbiamo preparato il primo piano marketing per lo sponsor, non avevo idea di cosa ci aspettasse. Io che di Rothschild conoscevo solo i banchieri, vi racconto in breve cosa abbiamo fatto per imparare a riconoscere un Pauillac Mouton Rothschild del 2005 da un Margaux Pavillon Rouge del 2009.

I fondi ci piacciono solo se non sono quelli del vino – Lo sponsor

Per avvicinare vini di un determinato livello prima di tutto serve un supporto finanziario. Castellare di Castellina ha un requisito perfetto: Rocca di Frassinello. Una joint venture tra i proprietari di Château Lafite di Bordeaux e Castellare di Castellina. Chi meglio se non un’azienda italiana con un vino che si avvicina ai grandi francesi avrebbe potuto aiutarci?  Tre vini in particolare ci sono stati di grande aiuto Rocca di Frassinello, Ornello, Baffonero. Tutti e tre i vini hanno un uvaggio simile se non uguale a quelli di bordeaux. Principalmente Merlot e Cabernet Sauvignon. Rocca di Frassinello ha importato dalla Francia lo stesso clone di merlot usato da Lafite. Proprio il primo approccio con Baffonero ci ha aiutato a capire i profumi più comuni del taglio bordolese e ci è servito per porre le basi per i grandi vini. Peperone arrostito, pepe, vaniglia, frutti neri e tannini pronunciati in bocca. Cose non scontate per qualcuno che beveva solo prosecco.

Chi ne sa di più del Papa – Il sommelier

Maurizio Paparello, Romano, sommelier del Ristorante Roscioli, chiamato “il Papa”.  Uno dei massimi esperiti italiani di Bordeaux e Borgogna. Ci ha trattato come degli amici, ha sopportato il nostro approccio un po’ naif dove i vini sapevano “questo chiaramente di pomodoro e nel secondo io ci sento il Natale”. Accompagnato dalla bellissima Michela è arrivato da Roma per cercare di farci ragionare, impresa non facile, ma ci siamo riusciti. Il Papa ne sa, ne sa tantissimo.

Tre uomini ed una in gamba – Il team

Maria, Gustavo, Massimiliano e Lorenzo. Ci siamo trovati, ognuno con un visone diversa della cosa, completamente complementari. Maria che segue tutta l’organizzazione è la nostra guida, lei comanda. Gustavo, il pensatore, dice poche cose ma ragionate, si sbaglia di poco. Massimiliano il guizzo di genio, dice la parola giusta al momento giusto, con un approccio molto esuberante diciamo. Io, beh, io sono il Veneto di turno, sono quello studiato.

Sentori di Cuoio di sottosella & sale rosa dell’Himalaya – Il vino

Avevamo letto da qualche parte che l’olfatto ed il gusto vanno allenati, e cosi abbiamo fatto. Abbiamo annusato peperoni arrostiti, sassi, frutti di bosco, frutti rossi di genere, vaniglia, pepe macinato, cercando di stamparceli bene in testa. All’inizio ci sembrava ridicolo annusare il sale o assaggiare acque minerali diverse. Ora invece, dopo mesi di preparazione, ci sembra ridicolo ancora.

I profumi che si trovano nel vino ne ricordano altri è vero, ma è molto soggettivo cosa si ricorda. Alcune volte può essere più evidente di altre, ad esempio la sapidità in un Barsac è più spiccata di quella di un Sauternes, ma certo è che quando i sommelier in TV enunciano a gran voce i “sentori di Cuoio di sottosella e quella sapidità tipica del sale rosa dell’Himalaya” state pur certi che, esclusi rarissimi casi, si tratta di fuffa.

Fatevi un’idea di massima sui profumi, annusatelo sto sale se non avete idea da di cosa significa un sentore minerale, ma non perdeteci troppo tempo, il vino va bevuto. La prossima volta che bevete un bicchiere di vino cercate di trovare un modo per ricordarvelo, immaginatevelo con parole semplici, con macro categorie: È fruttato? È pungente al naso? Al palato è secco o dolce? Vi “allappa”? E poi se siete virtuosi, chiedetevi perché quel vino è cosi, perché è diverso da un altro.

I vini di Rocca di Frassinello presentano molte similitudini con i Bordeaux della Left Bank. I profumi ed il corpo di Baffonero ci hanno accompagnato nei primi passi verso i grandi bordeaux. I sentori di Rocca di Frassinello sono simili ad un St.Estephe. Quando siamo finalmente riusciti a distinguere i bordolesi italiani da quelli francesi è stata la svolta. Stesse uve, stesso vino ma di due zone completamente diverse; quando alla cieca siamo riusciti a riconoscerli abbiamo capito che la strada ormai era segnata, eravamo in gara.

Domani si parte – I pronostici

No, non sarà facile vincere. Siamo già stati bravi a passare le selezioni. Non abbiamo avuto l’appoggio dei nostri predecessori, non ci sono mai stati dei predecessori italiani. Ci spettano 4 giorni di wine tour, ci divertiremo ma l’università ci ha insegnato che al ridosso degli esami devi girare con gli appunti in tasca, perché “se l’autobus tarda, nel frattempo studi… vorrai mica buttare via tempo”.

Andiamo per vincere, ma in realtà abbiamo già vinto.

Lorenzo Pagnussat

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