Milano Fashion Wine | L’eleganza dietro la maschera

Giovane e all’avanguardia come i suoi vini, quella di Ca d’Or non è la storia di una cantina ma di un progetto, dall’identità allo stesso tempo divisa tra il suolo vulcanico dei Monti Lessini e le verdi colline del Franciacorta e unita dalla ricerca della perfezione. Cura, per dirla alla maniera dei romani, che supera quella per produrre un vino di qualità ma che vuole spingersi al sapere comunicare il suo valore. Qui la chiave, qui il dinamismo e il fascino emanato dalle eleganti bottiglie della linea ammiraglia “Ca d’Or” che fa della raffinatezza il proprio fiore all’occhiello riuscendo appieno nell’intento di trasmettere il valore di un prodotto che senz’altro arriva ad essere percepito come di prestigio.

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Nelle sei proposte con cui viene declinata l’offerta della cantina, tra Franciacorta D.O.C.G. e Lessini Durello spicca la cuvèe rèserve “Montenapoleone” frutto di una partnership con le Vetrerie Empoli, storici inquilini della via meneghina; cuvèe che suggella definitivamente il legame tra Ca’ d’Or e il lusso made in Italy.

Al Milano Fashion Wine organizzato da B.wine dunque non poteva mancare il nome di Ca’d’Or con il suo Blanc de blancs Millesimato ottenuto in purezza da uve Durella, vitigno indigeno coltivato sui Monti Lessini che danno nome a questa originale bollicina prodotta con il metodo charmat: Lessini Durello.

 

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Il legame con il territorio di questo vino non si ferma alla sostanza ma coinvolge anche la forma che attraverso la maschera dorata serigrafata sulla bottiglia richiama il carnevale veneziano, e il nome Ca d’Or è un riferimento all’omonima architettura gotica che si affaccia su Canal Grande.

Giallo paglierino con riflessi verdognoli che già alla sola vista già suggeriscono di trovarsi di fronte a un vino giovane, irriverente, fresco e vivace, come conferma un naso fruttato, non invadente, con leggere note balsamiche e sentori di frutta tropicale. Le aspettative non sono tradite all’assaggio: la bollicina solletica il palato gradevolmente, emergono gli agrumi e la frutta bianca, a sorprendere tuttavia sono la persistenza e la corposità in un vino così giovane che si traducono in un finale inaspettatamente lungo.

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L’eleganza della bottiglia inoltre non è fine a sé stessa. L’accurato design e la caratteristica base ampia la rendono perfetta per essere maneggiata agevolmente anche da una mano di piccole dimensioni e il collo allungato rende più facile il servizio del vino, trasmettendo dunque eleganza e raffinatezza anche ai gesti che  ne accompagnano la degustazione.

 

Eugenio Albano

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