Wine Tasting | Vina Venetiarum

Recentemente nelle sale cinematografiche del Veneto era possibile assistere all’anteprima del film “Finché c’è prosecco c’è speranza”. Si tratta di una pellicola che proietta lo spettatore nei suggestivi paesaggi della campagna veneta, con lo scopo di far emergere la bellezza delle colline trevigiane di cui spesso si sa poco. Proprio per scoprire le peculiarità di questa straordinaria terra intrisa di tradizione vitivinicola, giovedì 19 febbraio B.wine ha organizzato una serata all’insegna della degustazione di uno dei vini più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo: il prosecco.

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Il primo vino, che ha permesso di riscaldare l’atmosfera in sala, è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry di Villa Sandi. Ciò che cattura immediatamente l’attenzione è il perlage fine e persistente, esaltato dal colore giallo paglierino di questo spumante.

Valdobbiadene Prosecco Superiore è stato particolarmente apprezzato per gli aromatici sentori fruttati che si potevano percepire, nonché per l’immediata freschezza al palato, con una nota leggermente abboccata.

Tale vino nasce in vigneti situati tra le zone DOCG del Prosecco di Valdobbiadene, esclusivamente nelle colline di Conegliano Valdobbiadene. Sono proprio le colline della marca Trevigiana a custodire un tesoro, che rappresenta il connubio perfetto tra architettura e ambiente. Si tratta di Villa Sandi, edificio in stile palladiano risalente al 1622 e oggi sede dell’azienda. Questa cantina è un importante punto d’incontro fra arte e agricoltura, che ha caratterizzato nei secoli passati e continua tutt’oggi a influenzare il paesaggio veneto.

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Il secondo vino, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Millesimato della cantina Bortolomiol. Particolare è la presenza di una banda rossa sulla bottiglia, le cui origini vanno ricercate nella modalità con cui il fondatore Giuliano Bortolomiol selezionava le migliori bottiglie, denotandole appunto con un’apposita etichetta rossa.

L’impegno sociale che contraddistingue questa cantina si esprime in una serie di iniziative ed eventi volti a sensibilizzare le persone rispetto alla necessità di un’agricoltura eco-sostenibile. Infatti Bortolomiol è l’artefice di un nuovo modo di concepire la produzione del vino, basata sull’idea che è indispensabile tutelare la terra utilizzando dei metodi e prodotti più sani.

“Sono convinta che la terra dà frutti migliori se va rispettata. In questo modo non solo avremo frutti migliori, ma ne trarremo beneficio anche per la nostra salute”, parole della stessa Giuliana Bortolomiol che denota una sensibiltà tutta femminile rispetto alla cosiddetta coltivazione biologica.

 

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Per concludere la serata in bellezza abbiamo avuto l’occasione di degustare il Rive di Santo Stefano brut Gerardo dell’azienda vitivinicola Le Colture , ha mantenuto alto l’interesse dei partecipanti nel corso della serata.

Questo vino omaggia la tradizione che porta il nome di nonno Gerardo, facendoci solo immaginare la dedizione e la passione di quest’uomo per la coltivazione del vino.

Oggi, ogni membro della famiglia riveste un ruolo cruciale e indispensabile all’interno dell’azienda, permettendo in questo modo la realizzazione di uno spumante di ottima qualità.

La vera peculiarità di questa cantina consiste nella fusione della tradizione, rappresentata dalla conoscenza dei processi di produzione e delle tecniche di affinazione; e dell’innovazione, che si concretizza nell’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.

Il vecchio e il moderno si sposano con la creazione di questo vino, uno spumante dal colore giallo paglierino il cui bouquet è caratterizzato da sentori agrumati e vegetali.

Il termine “Rive” indica le pendici delle colline scoscese che caratterizzano il territorio. E’ un DOCG ottenuto spesso dai vigneti più ripidi e vocati con uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che il territorio conferisce al vino: peculiarità di suolo, esposizione e microclima.

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Ciò che accomuna questi tre straordinari vini è l’utilizzo dell’uva Glera, raccolta e selezionata a mano per impiegare i grappoli migliori. Dopo la diraspatura e pressatura con pigiatura soffice, il mosto fiore viene raccolto in vasche di acciaio inox dove avviene la vinificazione e fermentazione in assenza delle bucce.

Segue la presa di spuma con rifermentazione in autoclave ed aggiunta di zuccheri con metodo Charmat per il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry e il “Gerardo” Prosecco Brut Valdobbiadene Docg; con metodo Martinotti per il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Millesimato Bandarossa di Bortolomiol. Il prodotto matura in acciaio per alcuni mesi, per poi essere imbottigliato in cantina.

 

I vini di queste cantine sono il frutto di un profondo legame con il territorio e con la sua tradizione, ma anche della volontà di sperimentare metodi e processi produttivi innovativi, nel rispetto dell’ambiente in cui operano. È proprio da quest’intreccio di storie che risiede l’unicità di questi spumanti che abbiamo avuto l’onore di conoscere e apprezzare.

 

Anna d’Ovidio

 

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